Idrogeno Low-Carbon: La Nuova Definizione UE e Cosa Significa per il Fotovoltaico

Il panorama energetico europeo ha un nuovo, fondamentale punto di riferimento. Con la pubblicazione del regolamento delegato (UE) 2025/2359, la Commissione Europea ha finalmente tracciato una linea chiara su cosa significhi “idrogeno a basse emissioni”, o low-carbon. Questa mossa, attesa da tempo, non è solo un tecnicismo burocratico, ma un tassello cruciale che orienterà investimenti e strategie per la decarbonizzazione nei prossimi decenni. Ma cosa cambia concretamente e quale ruolo gioca il fotovoltaico in questo nuovo scenario?

Il Cuore del Regolamento: La Soglia del 70%

Il principio cardine introdotto dalla nuova normativa è tanto semplice quanto rigoroso: per essere classificato come “low-carbon”, un combustibile a base di idrogeno deve garantire una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 70% rispetto al suo equivalente fossile di riferimento (ad esempio, il gas naturale).

La vera sfida risiede nella metodologia di calcolo. L’Unione Europea ha scelto un approccio basato sull’intero ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA), un’analisi completa che valuta l’impatto ambientale “dalla culla alla tomba”. Questo significa considerare ogni singola fase:

  • Estrazione e trasporto delle materie prime.
  • Energia utilizzata nel processo di produzione.
  • Efficienza della cattura e stoccaggio del carbonio (CCUS).
  • Perdite di metano lungo la filiera.
  • Distribuzione e uso finale del combustibile.

Questo approccio olistico assicura che l’etichetta “low-carbon” non sia solo una vernice di facciata, ma il risultato di un processo genuinamente meno impattante per il clima.

Non Solo Rinnovabili: Le Implicazioni per l’Idrogeno Verde

Qui emerge il punto più dibattuto e strategico del regolamento. La metodologia, infatti, non si limita a certificare l’idrogeno verde, ovvero quello prodotto tramite elettrolisi alimentata al 100% da fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Apre le porte anche ad altre due tipologie:

  1. Idrogeno Blu: Prodotto da gas naturale, a condizione che la CO2 generata durante il processo venga catturata e stoccata in modo efficace (tecnologia CCUS) per raggiungere la soglia del -70%.
  2. Idrogeno da Elettrolisi con Mix di Rete: Prodotto utilizzando energia elettrica prelevata dalla rete nazionale, a patto che l’intensità emissiva complessiva del mix energetico sia sufficientemente bassa da garantire il rispetto del target di riduzione.

Questa scelta politica crea un quadro più inclusivo ma solleva una questione fondamentale: se un idrogeno prodotto da fonti fossili, seppur con tecnologie di mitigazione, può essere etichettato “low-carbon”, diventa ancora più cruciale distinguere e valorizzare l’idrogeno realmente a zero emissioni, quello prodotto grazie all’energia solare ed eolica.

Il Capitolo Nucleare: Una Decisione Rimandata

Una delle questioni più spinose, spinta soprattutto dalla Francia, riguardava il ruolo dell’energia nucleare. Il regolamento attuale non la include, ma rimanda la decisione. La Commissione si è impegnata a valutare entro il 1° luglio 2028 la possibilità di considerare l’elettricità da fonte nucleare come input valido per la produzione di idrogeno low-carbon, garantendo però che non si creino distorsioni di mercato a svantaggio delle rinnovabili.

Cosa Significa per il Futuro del Fotovoltaico?

Il nuovo regolamento europeo, pur introducendo una categoria più ampia di idrogeno “a basse emissioni”, rafforza indirettamente il ruolo del fotovoltaico come spina dorsale della transizione energetica. Per le aziende e le industrie che puntano a una decarbonizzazione completa e autentica, l’idrogeno verde rimane l’unica opzione senza compromessi.

La chiarezza normativa permetterà di accelerare gli investimenti, ma starà al mercato e ai consumatori premiare la soluzione più virtuosa. L’abbinamento tra impianti fotovoltaici ad alta efficienza ed elettrolizzatori di nuova generazione non è solo una via per produrre idrogeno “low-carbon”, ma la strada maestra per generare un vettore energetico pulito, sostenibile e strategico per l’indipendenza energetica del nostro Paese. La sfida non è solo ridurre le emissioni, ma azzerarle, e in questo, l’energia solare non ha rivali.

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