La crescita delle rinnovabili ha un alleato indispensabile: l’accumulo energetico
La transizione energetica europea sta accelerando a un ritmo senza precedenti. Con una capacità di accumulo energetico che ha già superato i 72 GW e previsioni che indicano oltre 111 GW entro il 2030, l’Europa si trova di fronte a una sfida cruciale: garantire che questa crescita sia sufficiente a sostenere l’inarrestabile ascesa di fotovoltaico ed eolico. Un recente rapporto del Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea (JRC) mette in luce come l’accumulo non sia più un’opzione, ma il pilastro fondamentale per assicurare stabilità alla rete, evitare sprechi di energia pulita e garantire la sicurezza del sistema elettrico del futuro.
Batterie vs Pompaggio Idroelettrico: I due volti dell’accumulo
L’universo dello stoccaggio energetico è dominato da due tecnologie principali, ognuna con un ruolo specifico. Da un lato, le batterie elettrochimiche, soprattutto agli ioni di litio, rappresentano la nuova frontiera. Guidate dalla riduzione dei costi e dalla spinta della mobilità elettrica, sono la scelta prediletta per i nuovi progetti, con oltre 100 GW di potenza attesa. La loro forza risiede nella rapidità di installazione e nella capacità di fornire risposte flessibili e veloci alle esigenze della rete.
Dall’altro lato, troviamo il gigante silenzioso: il pompaggio idroelettrico. Con quasi 54 GW già operativi, questa tecnologia matura e affidabile costituisce la spina dorsale dell’accumulo europeo. Gli impianti di pompaggio agiscono come enormi “batterie d’acqua”, immagazzinando energia su vasta scala e per lunghi periodi, un servizio essenziale che le batterie, da sole, non possono ancora garantire. È proprio su questo punto che l’industria lancia un allarme.
L’Allarme dall’Europa: Una Corsa Contro il Tempo
L’International Hydropower Association (IHA), insieme a colossi energetici come Enel ed Edison, ha inviato una lettera diretta alla Commissione Europea. Il messaggio è chiaro: senza un’accelerazione decisa sui pompaggi idroelettrici, l’Europa rischia di sprecare preziosa energia rinnovabile, affrontare una maggiore volatilità dei prezzi e compromettere la stabilità sistemica. Mentre la Cina sta costruendo oltre 90 GW di nuovi impianti di pompaggio, l’Europa è in ritardo.
Le stime indicano un fabbisogno di circa 200 GW di capacità di stoccaggio entro il 2030, che salirà a 600 GW entro il 2050. Raggiungere questi obiettivi è impensabile senza un contributo massiccio dello stoccaggio di lunga durata, di cui il pompaggio idroelettrico è il principale rappresentante. Per questo, gli operatori chiedono procedure autorizzative più snelle e strumenti finanziari che riducano il rischio degli investimenti in queste infrastrutture strategiche.
Il Ruolo dell’Italia: Leader con Riserva
In questo scenario complesso, l’Italia gioca un ruolo da protagonista. Siamo al primo posto in Europa per capacità di pompaggio idroelettrico installata, con oltre 9 GW attivi, un asset strategico per la stabilità della nostra rete. Anche sul fronte delle batterie, il nostro Paese si distingue con quasi 2 GW operativi e oltre 6,6 GW di progetti in cantiere, grazie a un ecosistema industriale vivace e a meccanismi di asta dedicati.
Tuttavia, emergono anche delle criticità. Il nostro Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) manca di obiettivi quantitativi chiari per l’accumulo. Le procedure per autorizzare nuovi impianti di pompaggio restano un percorso a ostacoli e l’adeguamento normativo per valorizzare appieno i servizi di rete forniti dallo stoccaggio è ancora in divenire. Per mantenere la nostra leadership, è fondamentale superare questi limiti strutturali.
Perché l’Accumulo è il Fulcro della Transizione Energetica
La conclusione che emerge dalle analisi della Commissione e dalle richieste degli operatori è inequivocabile. L’Europa è a un bivio: da un lato, l’esplosione delle batterie offre una flessibilità senza precedenti; dall’altro, la capacità di accumulo di lunga durata è insufficiente per gestire un sistema elettrico sempre più dipendente da fonti intermittenti come il sole e il vento.
L’accumulo energetico, in tutte le sue forme, non è più una tecnologia accessoria ma il fulcro abilitante della transizione elettrica. Garantire che l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico durante il giorno possa essere utilizzata di notte non è solo una questione di efficienza, ma di sicurezza nazionale. Investire oggi in un mix equilibrato di batterie e stoccaggio di lunga durata significa costruire le fondamenta di un sistema energetico pulito, resiliente e veramente sostenibile per le generazioni future.
