La Regione Piemonte valuta nuove regole per gli impianti fotovoltaici a terra
La transizione energetica in Italia affronta una delle sue sfide più complesse: conciliare la necessità di produrre energia pulita con la salvaguardia di una risorsa preziosa come il suolo agricolo. In questo scenario si inserisce la recente iniziativa della Regione Piemonte, che, attraverso le parole dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, ha annunciato l’intenzione di proporre una legge per regolamentare l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, con l’obiettivo di “tutelare i campi agricoli dalle speculazioni”.
Questa presa di posizione nasce da una preoccupazione crescente riguardo al consumo di suolo fertile per la realizzazione di grandi parchi fotovoltaici, un fenomeno che potrebbe, secondo i proponenti della legge, compromettere la produttività agricola del territorio.
Un Equilibrio Necessario: Energia Pulita e Sovranità Alimentare
La questione sollevata in Piemonte non è isolata, ma riflette un dibattito nazionale. Da un lato, l’Italia ha obiettivi ambiziosi di decarbonizzazione che richiedono una massiccia accelerazione nell’installazione di impianti a fonte rinnovabile. Il fotovoltaico a terra rappresenta una delle soluzioni più efficienti e rapide per raggiungere questi target. Dall’altro, la tutela del paesaggio e della capacità produttiva agricola è un valore irrinunciabile, fondamentale per la nostra sovranità alimentare ed economica.
La sfida, quindi, non è scegliere tra pannelli e campi, ma trovare un modello di sviluppo che li integri in modo intelligente e sostenibile.
Oltre la Contrapposizione: Le Soluzioni Innovative per un Futuro Sostenibile
Un divieto generalizzato non è la risposta. La vera opportunità risiede nell’adottare approcci innovativi che superino questa apparente contrapposizione. Le soluzioni esistono e sono già una realtà concreta:
- Agrivoltaico: È la sintesi perfetta tra produzione agricola ed energetica. I pannelli solari vengono installati a un’altezza tale da permettere la coltivazione sottostante. Questa tecnologia non solo non consuma suolo fertile, ma può portare benefici alle colture, come la protezione da eventi climatici estremi e una minore evaporazione dell’acqua, generando al contempo un doppio reddito per l’agricoltore.
- Aree Idonee: È fondamentale indirizzare i grandi impianti fotovoltaici verso aree già compromesse o non utilizzabili per l’agricoltura di pregio. Parliamo di cave dismesse, aree industriali abbandonate, discariche esaurite e terreni marginali. La normativa nazionale, come il Decreto Aree Idonee, si sta già muovendo in questa direzione.
- Efficienza e Innovazione: La tecnologia fotovoltaica è in continua evoluzione. Pannelli più efficienti permettono di generare più energia a parità di superficie, riducendo l’impatto complessivo sul territorio.
L’iniziativa della Regione Piemonte deve essere vista non come un ostacolo, ma come uno stimolo a pianificare con maggiore attenzione lo sviluppo delle rinnovabili. La strada da percorrere è quella di una regolamentazione chiara che incentivi le soluzioni virtuose come l’agrivoltaico e l’uso di aree non produttive, garantendo che la transizione energetica diventi un vero motore di sviluppo sostenibile per tutto il territorio, senza sacrificare le sue eccellenze agricole.
