Il panorama energetico italiano è a una svolta decisiva. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del Decreto Transizione 5.0, si delineano nuove regole del gioco per lo sviluppo del fotovoltaico, con un impatto profondo su imprese, agricoltori e proprietari terrieri. Le novità principali riguardano la definizione delle aree idonee per gli impianti e una radicale evoluzione del concetto di agrivoltaico.
Questo aggiornamento normativo non è un semplice tecnicismo, ma la base su cui si costruirà il futuro dell’energia solare nel nostro Paese. Analizziamo insieme i punti chiave e le opportunità che si aprono.
Aree Idonee: Una Mappa per il Futuro del Fotovoltaico
Il cuore del provvedimento è la creazione di un quadro normativo più chiaro e omogeneo per identificare le aree dove sarà più semplice e veloce installare impianti a fonti rinnovabili. L’obiettivo è superare le incertezze del passato e accelerare la transizione energetica.
Le principali novità introdotte sono:
- Definizione precisa delle aree idonee: Vengono stabiliti criteri chiari per le zone idonee sia a terraferma (art. 11-bis) che a mare (art. 11-ter), semplificando l’iter autorizzativo.
- Introduzione delle “Solar Belt”: Nasce la possibilità di installare impianti fotovoltaici in una fascia di 350 metri attorno a stabilimenti e impianti industriali. Questa misura apre a nuove, importanti opportunità di sviluppo per le aziende che vogliono investire nell’autoconsumo.
- Ruolo attivo delle Regioni: Entro 120 giorni, le Regioni dovranno individuare ulteriori aree idonee, rispettando criteri precisi sull’utilizzo della superficie agricola (con limiti tra lo 0,8% e il 3%) e tenendo conto dei vincoli paesaggistici.
- Una Piattaforma Digitale: Verrà creata una piattaforma per mappare in modo trasparente tutte le aree idonee e le “zone di accelerazione”, facilitando la pianificazione per gli operatori.
Agrivoltaico 2.0: La Svolta per un’Agricoltura Sostenibile
Forse la novità più significativa è la ridefinizione del concetto di impianto agrivoltaico. Abbandoniamo un approccio basato su parametri rigidi (come l’altezza dei moduli) per entrare in una nuova fase, definita dagli esperti “Agrivoltaico 2.0”.
Cosa cambia in concreto?
- Focus sulla doppia produzione: Un impianto è considerato agrivoltaico solo se garantisce una sinergia reale e misurabile tra produzione energetica e attività agricola. Non basta più installare pannelli sopra un campo; bisogna dimostrare di continuare a coltivare e vendere prodotti agricoli in modo efficace.
- Dichiarazione Asseverata: Per ottenere le autorizzazioni, sarà necessaria una dichiarazione asseverata che attesti come l’impianto consentirà di conservare almeno l’80% della produzione agricola lorda vendibile.
- Verifiche e Responsabilità: Saranno i Comuni a dover verificare il rispetto di questi requisiti, un compito che solleva perplessità sulla reale capacità tecnica degli uffici, ma che sottolinea la serietà del nuovo approccio.
Questa evoluzione mira a contrastare la speculazione, promuovendo solo progetti che integrano veramente energia e agricoltura, creando valore per entrambi i settori e proteggendo il suolo.
Criticità e Punti Aperti
Nonostante i passi avanti, alcuni esperti legali evidenziano come il persistente divieto di fotovoltaico a terra in aree agricole (al di fuori dell’agrivoltaico) si basi su “formule elastiche e indeterminate”. Questo potrebbe lasciare un’eccessiva discrezionalità alle amministrazioni, creando potenziali incertezze in fase di applicazione.
Transizione 5.0: Incentivi e Sinergie per le Imprese
Il decreto chiarisce anche alcuni aspetti cruciali del piano Transizione 5.0. In particolare, viene specificato che gli incentivi previsti non saranno cumulabili con il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (il cosiddetto “Industria 4.0”). Inoltre, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) assume il ruolo di vigilanza sulle certificazioni necessarie per accedere ai benefici.
Un Nuovo Capitolo per il Solare
La conversione in legge del Decreto segna un passo cruciale e definisce un percorso più strutturato per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia. La maggiore chiarezza sulle aree idonee e la rivoluzione dell’agrivoltaico aprono scenari interessanti per tutti gli attori della filiera. Navigare in questo nuovo contesto normativo richiede competenza e visione strategica. Siamo pronti a guidarvi nella realizzazione dei vostri progetti energetici, trasformando queste nuove regole in concrete opportunità di crescita sostenibile.
