L’Italia si trova a un bivio cruciale nella sua transizione energetica e, accanto a fotovoltaico ed eolico, la geotermia emerge come un pilastro strategico per la decarbonizzazione. Le recenti dichiarazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) delineano un percorso ambizioso, incentrato sul nuovo Decreto FER 2, che mira a sbloccare il potenziale ancora inespresso di questa fonte rinnovabile continua e affidabile.
Il Decreto FER 2: Aste Dedicate e Obiettivi Chiari
La strategia del governo, illustrata dalla viceministra Vannia Gava, si articola attorno a un piano di incentivi preciso, da assegnare tramite procedure competitive. Entro la fine del 2028, il MASE prevede di lanciare almeno tre gare dedicate esclusivamente al settore geotermico. Questo rappresenta un segnale forte per gli operatori, garantendo un contesto competitivo specifico e non in concorrenza con altre tecnologie come l’eolico offshore.
Gli obiettivi di potenza da allocare sono stati definiti nel dettaglio:
- 100 MW per la costruzione di nuovi impianti geotermici tradizionali.
- 60 MW per lo sviluppo di nuovi impianti geotermici a emissioni nulle, tecnologicamente più avanzati.
- 150 MW per interventi di rifacimento e potenziamento di siti geotermici già esistenti.
La pubblicazione del calendario per le prime aste, previste per il 2026, è attesa entro la fine di marzo, un passo fondamentale per dare certezze agli investitori e avviare la fase operativa.
La Sfida Reale: Pochi Progetti Pronti per le Aste
Nonostante le buone intenzioni, il percorso presenta delle criticità. Il MASE ha infatti evidenziato un ritardo significativo nello sviluppo di progetti pronti a partecipare alle gare. Ad oggi, per la geotermia tradizionale (sia nuovi impianti che rifacimenti) non risultano progetti che abbiano completato l’iter autorizzativo o ottenuto una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) favorevole.
La situazione è leggermente più incoraggiante per la geotermia a emissioni nulle, dove si contano quattro progetti già autorizzati per una potenza complessiva di circa 44,5 MW e un ulteriore progetto con VIA positiva da 5 MW. Questo divario tra ambizione normativa e preparazione del mercato rappresenta la sfida principale da superare per non vanificare gli sforzi del Decreto FER 2.
Oltre gli Incentivi: La Riforma Strutturale del Settore Geotermico
Consapevole di queste sfide, il MASE sta lavorando a una proposta di riordino organico della materia, con l’obiettivo di creare un ecosistema più favorevole allo sviluppo geotermico. Gli interventi previsti sono strategici e guardano al lungo periodo:
- Coordinamento delle risorse: Promuovere sinergie tra la produzione di energia e l’estrazione di materie prime critiche, come il litio, presenti nei fluidi geotermici.
- Mappatura del potenziale: Avviare uno studio approfondito per mappare il potenziale geotermico nazionale, sia a terra che a mare, includendo le tecnologie più innovative.
- Banca dati nazionale: Creare un database pubblico e digitale per condividere i risultati degli studi e favorire la ricerca e lo sviluppo.
- Fondo di garanzia: Istituire un fondo per mitigare il “rischio minerario” (il rischio di non trovare una risorsa geotermica adeguata durante la perforazione), supportando in particolare i progetti a bassa e media entalpia, sul modello virtuoso francese.
Parallelamente, è in corso l’aggiornamento delle normative per semplificare l’installazione di impianti a sonde geotermiche per la climatizzazione degli edifici, una misura chiave per la loro diffusione su larga scala.
Conclusioni: Un Percorso Tracciato ma Ancora in Salita
La strategia del MASE per la geotermia è chiara e ben strutturata, con obiettivi quantitativi e una visione di riforma a lungo termine. Tuttavia, il successo di questo piano dipenderà dalla capacità di accelerare gli iter autorizzativi e di colmare il divario tra i target di potenza e i progetti effettivamente cantierabili. Per l’Italia, valorizzare l’energia che viene dal cuore della Terra non è solo un’opportunità, ma una necessità per costruire un futuro energetico davvero sostenibile e indipendente.
